L'Associazione Civica Villini Santa Maria chiede da tempo, anni, due cose:

  • Le fogne per il settore l'ultima lettera  spedita ai nostri Amministratori nonche all'Acea - Ricordiamo a tutti coloro che se ne stanno dimenticando della mozione votata all'unanimità (124.32 kB) a luglio 2010
  • Mettere in sicurezza Via Formia, via pericolosa e super trafficata

Ovviamente senza nessuna risposta dalla Amministrazione

Le fogne sul Corriere

Dal corriere.it del 10 dicembre 2013 di Veronica Altimari al link per visualizzarel'originale

ROMA - Trecento famiglie senza fogne. E una lotta che dura da oltre vent’anni per ottenerle. Succede al Casilino, nella zona di via Formia. Il motivo? Le enormi gallerie e cavità sotterranee che renderebbero impraticabile questo tipo di intervento. In un quartiere residenziale sorto a fine anni venti, quando il piano regolatore di zona ancora non c’era. Ma non finisce qui. Da oltre un mese il V Municipio ha interdetto la strada al traffico dei mezzi pesanti, in via precauzionale, lasciando queste famiglie senza autobus ne raccolta dei rifiuti. «Siamo ormai isolati e nessuno sembra intenzionato a risolvere la situazione», dice Alessandro Bracchini, presidente dell’Osservatorio casilino, comitato di quartiere. Nessun pericolo per le abitazioni invece, come conferma l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Masini: «Non c’è alcun indicatore che le palazzine siano a rischio inagibilità».

 

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IL SOTTOSUOLO – Come quasi tutto il sottosuolo di Roma, anche qui insistono lunghe gallerie sotterranee. Cavità naturali che si trovano a dieci metri sotto terra e che per anni sono state utilizzate come fungaie. Qualcuno ironicamente le chiama «le nostre catacombe personali», mostrando l’accesso dal proprio cortile di casa. Una situazione che, secondo loro, non è mai stata presa seriamente dagli amministratori e «a distanza di anni ancora effettuano studi geologici e carotaggi». «Ci aspettiamo che il Comune formuli un piano programmatico di intervento che porti alla messa in sicurezza delle cavità e l’avvio dell’opera fognaria» sottolinea Bracchini. Infatti, già qualche anno è stata chiusa totalmente al traffico parte di via Sezze, strada di collegamento a via Formia, sempre a causa del fragile sottosuolo. A dimostrazione che qualcosa, da tempo, non va.

SOMMA URGENZA – Recentemente Paolo Masini ha avviato insieme ai tecnici comunali la procedura di somma urgenza: «Questa prassi dovrebbe snellire i tempi di intervento, ma serve un quadro completo della conformazione del sottosuolo per capire come andare avanti, e i nostri geologi lo stanno facendo». Masini dice inoltre di avere a disposizione un milione e mezzo di euro, proveniente anche dalla Regione, da destinare al problema del sottosuolo di Roma. «Parte di questi fondi saranno destinati ai cittadini della zona di via Formia – conferma -, mentre dal 2014 avremo un capitolo di spesa in bilancio per la questione delle voragini, proprio perché questo è un problema che preoccupa tutta la città».

IL PROGETTO DI ACEA ATO2 – Già nel 2010 Acea Ato2 fu chiamata ad esaminare la situazione per predisporre un piano preliminare di intervento per la rete fognaria. Opera che presentava un costo di circa 700 mila euro. A seguito delle analisi effettuate nel sottosuolo però, l’azienda indicò l’impraticabilità dei lavori per la presenza delle cavità sotterranee. E si tornò al punto di partenza. «Proprio a seguito di questo abbiamo proposto al Comune di andare avanti con una progettazione leggera, come era presente nel piano originario – continua Bracchini -, tenendo in sospeso le soluzioni tecniche da adottare nelle aree critiche individuate, proprio perché, malgrado tutto, abbiamo diritto ad una rete fognaria pubblica». Ma al momento, quello che sta andando avanti è una continua analisi del sottosuolo che a distanza di anni non ha ancora prodotto niente.

NIENTE BUS E RACCOLTA RIFIUTI – Oggi queste trecento famiglie, oltre al problema delle fogne, convivono con la mancanza di numerosi servizi. Per l’interdizione al traffico del mezzi pesanti, l’Ama non può più effettuare il servizio, e la linea 412 di Atac è stata soppressa. «La chiusura al transito dei mezzi pesanti su Via Formia è stato un intervento precauzionale, ma necessario», dice Gianmarco Palmieri, presidente V Municipio. Quello però che lascia l’amaro in bocca ai residenti è la mancanza di alternative. «Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti stiamo interloquendo con Ama per far partire la raccolta porta a porta in quel quadrante grazie alle tipologie delle case – continua Palmieri -, potrebbe essere una risposta al problema, ma ci vuole tempo».

ATAC ALTERNATIVA - Con Atac invece sono stati direttamente i cittadini ad intervenire, scrivendo una lettera alla municipalizzata per ottenere un servizio alternativo. Sono molti infatti gli anziani che ora vivono come intrappolati nelle proprie case. «Mio marito è non vedente e devo pensare a tutto io, ma è diventata un’impresa anche buttare l’immondizia e mi faccio aiutare da mio figlio o dai vicini», racconta Maria, una signora che vive qui da sempre.

«VOGLIAMO RISPOSTE» - Strade chiuse e nessun servizio. C’è anche chi è costretto a vivere senza l’allaccio dell’acqua potabile nella propria casa «almeno fino a quando non sarà costruita la fossa biologica», risponde Acea. E dire che questi cittadini da anni pagano anche la tassa sulla raccolta delle acque nere, anche se la rete fognaria non c’è. E da circa tre anni subiscono costantemente degli accertamenti da parte polizia municipale, con il timore di una sanzione pecuniaria. «Visto che stiamo procedendo per risolvere il problema – dice Masini -, non ci saranno difficoltà nel comunicare ai vigili di sospendere questa attività che allarma i residenti».

di Veronica Altimari per il corriere.it

Cedimento via Sezze 1996 1di 2

Cedimento via Sezze 1996 2 di 2