Conosci il Comprensorio ?

a seguire mostreremo un po di foto del comprensorio, di quei posti che nella quotidianità non sono apprezzati e spesso nascosti alla vista del residente, a breve realizzeremo una raccolta fotografica indicando dove é stata fatta la foto.... magari proprio dietro la vostra casa, ma non ci avevate mai fatto caso :).  Galleria

WWF 2012 per il Comprensorio

Nella seduta del 22 dicembre 2012, il Consiglio Regionale del Wwf Lazio ha approvato il dossier sul comprensorio “ad duas lauros” (314.44 kB)  (aree verdi del VI Municipio e dintorni) elaborato dal Wwf pigneto-prenestino. In una successiva seduta, il dossier sarà inserito nella programmazione annuale del Wwf Lazio. Si tratta di un importante riconoscimento al lavoro svolto dal Wwf pigneto-prenestino e, soprattutto, di un importante segnale di attenzione al nostro territorio.

Sul PTPR di Paolo Berdini

Ho molto apprezzato il coraggio dimostrato dai consiglieri del gruppo 5 stelle che hanno occupato l’aula del consiglio regionale del Lazio per denunciare lo scandalo del Piano paesaggistico che non si riesce ad approvare in via definitiva dopo anni dalla sua adozione. Di solito, le occupazioni dell’aula sono provocate da scontri politici o ideologici. E’ invece raro che avvengano per richiamare l’attenzione su atti fondamentali del governo regionale.

Tra le principali competenze delle regioni, la tutela paesistica riveste un ruolo di grande importanza. Agli ignoranti e ai cialtroni che hanno gridato allo scandalo per l’occupazione dovrebbe essere distribuita la Costituzione repubblicana che pone la tutela del paesaggio nei principi generali (articolo 9).

Non comprendo dunque lo scandalo per un’occupazione che intendeva richiamare l’attenzione pubblica su un ritardo legislativo (la scadenza del termine previsto dalla legge regionale 24/98) e sui rischi di allentamento delle tutele sul territorio regionale.

Sul primo punto (il ritardo nell’approvazione del PTPR) credo che nessuno possa negare che siamo di fronte ad uno scandalo inammissibile. Se si vuole restituire dignità alle istituzioni, l’approvazione degli strumenti di governo del territorio deve essere un atto “normale”, una modalità usuale per guidare le trasformazioni pubbliche. Da circa 15 anni la modalità con cui si governa il territorio è la deroga e questo principio –accettato da tutte le forze politiche maggiori- è l’opposto del buon governo della cosa pubblica. Non si approva il PTPR perché ha trionfato la cultura della deroga e si fa fatica ad approvare una regola generale come il piano paesaggistico. Ecco la questione sollevata dall’occupazione: se diventare una regione che ha cuore gli interessi generali o continuare ad approvare scelte casuali e pericolose.

SI pensi soltanto “all’autoporto di Ponte Galeria“ approvato agli inizi del 2000 attraverso una delle tante deroghe. L’area prescelta (decine di ettari) è diventata in questi giorni di maltempo un immenso lago perché è a grave rischio di esondazione. In ogni altro paese civile doveva essere tutelata: con le deroghe è stata dichiarata edificabile.

E’ ora di dire basta per sempre a questa cultura discrezionale e approvare il PTPR.

E veniamo alla seconda questione, e cioè alla scadenza dei vincoli. Sembrano avere buoni motivi gli adepti della cultura della deroga quando hanno attaccato l’occupazione dell’aula asserendo che alla “scadenza del piano paesistico rimanevano vigenti le tutele previste dal capo II della legge 24/98”.

E’ un’argomentazione che nasconde la verità dei fatti. Il capo II come è noto riguarda esclusivamente le categorie di beni tutelati dalle leggi dello Stato, e cioè dalla ex legge 431/85 oggi inserita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il PTPR si era come noto sforzato di ampliare quelle categorie di beni sottoponendo il territorio del Lazio ad ulteriori vincoli e limitazioni dell’edificazione selvaggia.

L’avvenuta scadenza del 14 febbraio lascia quelle aree (alcune di grandissima valenza paesistica) senza alcuna tutela.

A mio giudizio, è questo il motivo vero della rabbiosa reazione contro il gesto simbolico del gruppo 5 stelle:

non bisogna disturbare il manovratore delle deroghe urbanistiche e paesistiche e porre invece le questioni fondamentali della vita delle istituzioni pubbliche. Quelle della tutela del paesaggio e del territorio

di Paolo Berdini

Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto