Conosci il Comprensorio ?

a seguire mostreremo un po di foto del comprensorio, di quei posti che nella quotidianità non sono apprezzati e spesso nascosti alla vista del residente, a breve realizzeremo una raccolta fotografica indicando dove é stata fatta la foto.... magari proprio dietro la vostra casa, ma non ci avevate mai fatto caso :).  Galleria

WWF 2012 per il Comprensorio

Nella seduta del 22 dicembre 2012, il Consiglio Regionale del Wwf Lazio ha approvato il dossier sul comprensorio “ad duas lauros” (314.44 kB)  (aree verdi del VI Municipio e dintorni) elaborato dal Wwf pigneto-prenestino. In una successiva seduta, il dossier sarà inserito nella programmazione annuale del Wwf Lazio. Si tratta di un importante riconoscimento al lavoro svolto dal Wwf pigneto-prenestino e, soprattutto, di un importante segnale di attenzione al nostro territorio.

Il vincolo che c'é

APPUNTO SUL VINCOLO DI TUTELA APPOSTO CON D.M. 21.10.1995 SUL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO “AD DUAS LAUROS”

di Emilio Giacomi

Nell’ambito del territorio del Comune di Roma (Municipio 5, nel quale sono stati accorpati gli ex Municipi 6° e 7°) è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”,

di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.

Detto Comprensorio “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale, cioè quale territorio delle presenze di rilievo archeologico” è stato riconosciuto meritevole di protezione per il suo valore storico-culturale.

Pertanto il Comprensorio “Ad duas lauros” con D.M. 21.10.1995 (163.89 kB) è stato :

Il Comprensorio “Ad duas lauros” è interessato dai Comprensori Tiburtino, Casilino e Centocelle del Sistema Direzionale Orientale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma.

Nei riguardi dell’apposizione del vincolo di tutela “Ad duas lauros”, alcuni privati hanno fatto ricorso al TAR del Lazio in data 4.12.1996 (67.64 kB), chiedendo l’annullamento del D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali per due tipi di motivazione:

  • per l'inapplicabilità giuridica dello strumento di tutela adottato (vincolo paesistico ex Art. 1, lettera m della Legge 431/85),
  • per l'insussistenza della necessità della tutela delle aree in questione.

Il ricorso è stato accolto con Sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006 solo per il primo dei due motivi.

La legge Galasso 431/85 impone infatti ope legis il vincolo paesistico su tutte le aree di interesse archeologico, ad esclusione di quelle ricadenti nelle zone omogenee di tipo A e B idefinite dal D:I. 1444 del 1968 e di quelle interessate da Piani Poliennali di Attuazione (PPA), così come disposto dall’Art. 1, lettera m, della Legge medesima.

Il Comune di Roma ha fatto rientrare il Comprensorio Casilino SDO nel II Piano Poliennale di Attuazione (PPA) del Comune di Roma con D.C. 2359 del 26.7.1984, approvato con D.G.M. 3134 del 13.4.1985.

Dopo cinque anni il PPA perde la propria efficacia ai sensi dell’Art. 13 della Legge n. 10 del 28.1.1977 stante la natura esecutiva e temporanea dello strumento urbanistico in questione, ma la Legge Regionale del Lazio n. 35 del 1978 all’Art. 25 dispone che l’efficacia delle previsioni del PPA permane fino alla loro completa attuazione.

Pertanto il vincolo imposto con D.M. 21.10.1995 è stato ritenuto dal TAR del Lazio non applicabile all’area del Comprensorio Casilino SDO, oggetto di PPA, così come disposto dalla Legge Galasso 431/85, disponendo di conseguenza l’annullamento del Decreto.

Va tuttavia tenuto presente che le previsioni di attuazione del PRG risalenti all’anno 1984 sono state ritenute non più attuabili dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 75 del 20.4.1985, mediante la quale è stato adottato il Progetto Direttore del 1995, che definisce le linee guida con cui dovevano essere successivamente pianificati ex novo i quattro Comprensori dello SDO (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre-Spaccata).

In sostanza la D.C. di approvazione del Progetto Direttore ha annullato le precedenti previsioni per la zona I di PRG relativa al Comprensorio Casilino, che prevedevano tra l’altro la realizzazione di un raccordo autostradale che attraversava i comprensori da nord a sud, collegando l’autostrada Roma Firenze con quella Roma Napoli, e con la Via Cristoforo Colombo, definendo le linee guida di quella che doveva poi essere la pianificazione dei quattro comprensori dello SDO.

Sulla base degli indirizzi contenuti nel Piano Direttore, e del successivo vincolo di tutela “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995, il Comune di Roma aveva in precedenza elaborato il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi per le cubature da realizzare.

Tuttavia il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, non è stato mai trasmesso alla Regione Lazio per la necessaria approvazione.

Basandosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006, il Comune di Roma nel 2002 ha elaborato una proposta di Variante del Piano Particolareggiato adottato con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, prevedendo la trasformazione urbanistica di tutta la parte centrale del Comprensorio Casilino SDO, attraverso la realizzazione di residenze private per ben un milione e mezzo di metri cubi di edifici e di numerose strade. Restano destinate a parco pubblico solo la parte settentrionale e quella meridionale del Comprensorio.

Nei riguardi di detta proposta del Comune di Roma le competenti strutture periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio) hanno chiesto chiarimenti in merito alla necessità o meno di attivare la verifica di assoggettabilità a VAS oppure la valutazione ambientale strategica Ex Art. 12 e 13 D.L. 152/2006.

Di conseguenza il Comune di Roma (Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie) provvedeva ad inoltrare alla Regione Lazio l’istanza di verifica di assoggetabilità a VAS con nota prot. 8700 del 11.7.2012, trasmettendo il Rapporto Preliminare e lo schema di Piano di variante.

Con Determinazione n. G07522 del 22.5.2014 la Regione Lazio determina che il Piano di Variante sia da assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica (578.42 kB) in conformità all’Art. 12 del D.L. 152/2006.

Detta Determinazione si fonda anche sul parere espresso in merito dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la quale afferma che “il D.M. 21.10.1995 deve essere considerato vigente in quanto, secondo l’interpretazione autentica della Avvocatura Generale dello Stato, il TAR del Lazio, con sentenza n. 12334 del 11.10.2006, h determinato il venir meno del vincolo solo per le aree incluse nel Piano Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.

Ciò è riportato anche nella nota del 3.12.2012, prot. MBAC-DR-LAZ 005-UFFTUT, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, in risposta alla sollecitazione avanzata dall’Osservatorio Casilino nei riguardi della necessità di garantire una adeguata tutela al Comprensorio Casilino SDO dopo la richiamata sentenza del TAR Lazio.

In detta nota viene infatti dichiarato:

Per quanto riguarda l’efficacia delle disposizioni del TAR del Lazio n. 12334/2006, la motivazione della decisione del Tribunale consente di ritenere, in coerenza con i limiti soggettivi ed oggettivi di efficacia del giudicato, che la pronunzia abbia determinato il venir meno delle prescrizioni di vincolo solo con riferimento alle aree incluse nel Programma Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni

Va tenuto presente che le aree del Comprensorio Casilino SDO interessate dalle previsioni del vecchio PRG vigente alla data del 13.4.1985, data della D.C. 2359 con cui la zona di PRG I2 fu compresa nel II Piano Poliennale di Attuazione, oggi non possono più oggetto della realizzazione delle previsioni vigenti nel 1985 (asse attrezzato e realizzazione di zone direzionali all’interno del Comprensorio casilino SDO). Pertanto il vincolo è efficace anche su dette aree.

Il Comune di Roma deve quindi procedere ad una pianificazione urbanistica definitiva del Comprensorio Casilino SDO, la quale tenga conto di due esigenze:

  • la tutela delle aree in questione (vincolo paesistico apposto con D.M. 21.10.1995 e vincoli archeologici sull’area di Torpignattara, compresa tra Via Capua, Via Labico, Via dei Gordiani e Via Casilino, e sulle due aree su Via dei Gordiani)
  • la necessità di garantire gli standard urbanistici di legge (D.I. 1444 del 2.4.1960) per i quartieri limitrofi (Prenestino, Tor Pignattara, Centocelle e Tor de Schiavi) che oggi ne sono privi, ossia i 9 mq di verde pubblico di quartiere.

Il vincolo c'è, chi crede di poterlo ignorare sbaglia.

Caudo al V

Conferenza Urbanistica con Caudo di ieri 6 maggio 2014

Erano presenti alla Casa della Cultura gran parte delle realtà civiche e del territorio, oltre noi dell osservatorio abbiamo incontrato il WWF, Italia Nostra, Legambiente, Pigneto, Parco delle Energie, Centro Carni, cdq Torpignattara, cdq Villa De Sanctis....

TUTTI hanno ribadito che in un territorio dove la pressione antropica é altissima (Prenestino 15000 abitanti a km2, Centocelle 25000 abitanti a km2) non si possono aggiungere cubature né aumentare ulteriormente la densità abitativa.

Chiediamo la valorizzazione del territorio pianificando progetti sinergici utili a creare percorsi Archelogici, mantenere l'Agro romano rimasto, far nascere le attività turistiche legate ai percorsi spirituali ed a quelli naturalistici.

Caudo ci ha parlato di trasformazione Urbana e di proporre schede di progetto in un percorso partecipato.

Che ben venga ogni trasformazione nella linea del cemento ZERO e ZERO aumento di insediamenti abitativi

Ci suona strana la richiesta di specifiche schede di progetto, qui siamo di fronte alla necessità di una pianificazioine urbanistica di un area vasta e complessa che deve seguire linee guida chiare.

Ci é stato chiesto di non aver Paura della trasformazione, non abbiamo paura, ma non "siamo sereni".

Certamente saremo presenti.

Sul PTPR di Paolo Berdini

Ho molto apprezzato il coraggio dimostrato dai consiglieri del gruppo 5 stelle che hanno occupato l’aula del consiglio regionale del Lazio per denunciare lo scandalo del Piano paesaggistico che non si riesce ad approvare in via definitiva dopo anni dalla sua adozione. Di solito, le occupazioni dell’aula sono provocate da scontri politici o ideologici. E’ invece raro che avvengano per richiamare l’attenzione su atti fondamentali del governo regionale.

Tra le principali competenze delle regioni, la tutela paesistica riveste un ruolo di grande importanza. Agli ignoranti e ai cialtroni che hanno gridato allo scandalo per l’occupazione dovrebbe essere distribuita la Costituzione repubblicana che pone la tutela del paesaggio nei principi generali (articolo 9).

Non comprendo dunque lo scandalo per un’occupazione che intendeva richiamare l’attenzione pubblica su un ritardo legislativo (la scadenza del termine previsto dalla legge regionale 24/98) e sui rischi di allentamento delle tutele sul territorio regionale.

Sul primo punto (il ritardo nell’approvazione del PTPR) credo che nessuno possa negare che siamo di fronte ad uno scandalo inammissibile. Se si vuole restituire dignità alle istituzioni, l’approvazione degli strumenti di governo del territorio deve essere un atto “normale”, una modalità usuale per guidare le trasformazioni pubbliche. Da circa 15 anni la modalità con cui si governa il territorio è la deroga e questo principio –accettato da tutte le forze politiche maggiori- è l’opposto del buon governo della cosa pubblica. Non si approva il PTPR perché ha trionfato la cultura della deroga e si fa fatica ad approvare una regola generale come il piano paesaggistico. Ecco la questione sollevata dall’occupazione: se diventare una regione che ha cuore gli interessi generali o continuare ad approvare scelte casuali e pericolose.

SI pensi soltanto “all’autoporto di Ponte Galeria“ approvato agli inizi del 2000 attraverso una delle tante deroghe. L’area prescelta (decine di ettari) è diventata in questi giorni di maltempo un immenso lago perché è a grave rischio di esondazione. In ogni altro paese civile doveva essere tutelata: con le deroghe è stata dichiarata edificabile.

E’ ora di dire basta per sempre a questa cultura discrezionale e approvare il PTPR.

E veniamo alla seconda questione, e cioè alla scadenza dei vincoli. Sembrano avere buoni motivi gli adepti della cultura della deroga quando hanno attaccato l’occupazione dell’aula asserendo che alla “scadenza del piano paesistico rimanevano vigenti le tutele previste dal capo II della legge 24/98”.

E’ un’argomentazione che nasconde la verità dei fatti. Il capo II come è noto riguarda esclusivamente le categorie di beni tutelati dalle leggi dello Stato, e cioè dalla ex legge 431/85 oggi inserita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il PTPR si era come noto sforzato di ampliare quelle categorie di beni sottoponendo il territorio del Lazio ad ulteriori vincoli e limitazioni dell’edificazione selvaggia.

L’avvenuta scadenza del 14 febbraio lascia quelle aree (alcune di grandissima valenza paesistica) senza alcuna tutela.

A mio giudizio, è questo il motivo vero della rabbiosa reazione contro il gesto simbolico del gruppo 5 stelle:

non bisogna disturbare il manovratore delle deroghe urbanistiche e paesistiche e porre invece le questioni fondamentali della vita delle istituzioni pubbliche. Quelle della tutela del paesaggio e del territorio

di Paolo Berdini

Incontro con l' Ambasciata Azera

Si è svolto, 10 febbraio 2014,  in un clima di grande cordialità, l’incontro tra una delegazione dell’Osservatorio Casilino, il Vicepresidente della Commissione Cultura del Municipio, Giovanni Boccuzzi, la responsabile della Cultura Azera, dott.ssa Abushova e la responsabile dell’Ufficio Stampa.

L’incontro è scaturito da una dalle più importanti iniziative che l’ambasciata ha messo in campo per l’intera città di Roma: il restauro delle Catacombe di S. Marcellino e Pietro, tutelate dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. L’imponente lavoro interessa il complesso pittorico delle catacombe che ricordiamo essere le terze per importanza di tutta Roma e che conserva mirabili affreschi databili tra il III e il IV sec. d.C. Oltre ad un forte apprezzamento che da molti anni si evidenzia da parte del paese Azero nei confronti dell’Italia e del suo patrimonio culturale, il lavoro di restauro si sposa perfettamente con l’indirizzo quadro del paese in quanto esso è stato scelto come membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione Mondiale di Turismo per gli anni 2013-2017 dal Gruppo Europeo.

La delegazione dell’Osservatorio, ha sottoposto altre nuove iniziative culturali che si stanno concretizzando sul territorio e ha fermamente espresso il pieno appoggio all’organizzazione della giornata di apertura di un settore delle Catacombe, prevista per il 13 Aprile.

Richiesta di audizione alla Regione

L' Osservatorio Casilino ha richiesto una audizione alla VI Commissione della Regione Lazio per quello che riguarda il futuro urbanistico del Comprensorio Casilino.

Il MIBAC chiede verifiche

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali chiede icon verifiche (2.46 MB) sulla costruzione del muretto in via Belmonte Castello che sostituisce la recinzione metallica.

Alle richieste del MIBAC risponde il Municipio(69.11 kB)... bisogna andare a fondo alla questione, ... Andiamo a parlare con la Regione

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Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto