Conosci il Comprensorio ?

a seguire mostreremo un po di foto del comprensorio, di quei posti che nella quotidianità non sono apprezzati e spesso nascosti alla vista del residente, a breve realizzeremo una raccolta fotografica indicando dove é stata fatta la foto.... magari proprio dietro la vostra casa, ma non ci avevate mai fatto caso :).  Galleria

WWF 2012 per il Comprensorio

Nella seduta del 22 dicembre 2012, il Consiglio Regionale del Wwf Lazio ha approvato il dossier sul comprensorio “ad duas lauros” (314.44 kB)  (aree verdi del VI Municipio e dintorni) elaborato dal Wwf pigneto-prenestino. In una successiva seduta, il dossier sarà inserito nella programmazione annuale del Wwf Lazio. Si tratta di un importante riconoscimento al lavoro svolto dal Wwf pigneto-prenestino e, soprattutto, di un importante segnale di attenzione al nostro territorio.

Le cose che non tornano nel progetto LIDL

Una pianificazione attenta del territorio avrebbe dovuto prevedere nell'area interessata dal progetto LIDL qualcosa di diverso da uno spazio di vendita di media estensione (da 1.000 a 2.500mq).

Per ragioni di opportunità economica, sociale, antropoligica, ambientale e culturale. Nell'area in oggetto e nel raggio di 1km in ogni direzione di bussola, sono largamente insufficienti:

  • spazi culturali e di aggregazione
  • aree verdi che avvicinino la dotazione pro-capite ai 9mq previsti per legge
  • progetti di sviluppo del microcommercio, dell'artigianato e commercio di vicinato una volta fiorenti in zona e spazzati via dalla crisi e dalla grande distribuzione
  • spazi che siano collettore e moltiplicatore dell'enorme patrimonio professionale stanziato sul territorio e mai censito (professionisti dell'audiovisivo, makers, operatori culturali, facilitarori interculturali, associazioni etc.)

Queste sono alcune suggestioni (non le uniche e non le sole) che abbiamo riportato durante le conferenze di urbanistica partecipata dello scorso anno e che sono, crediamo, un embrione di needs assessment necessario a qualsiasi discorso di pianificazione seria del territorio in oggetto.

Se sommiamo a questa mancanza di "ascolto del territorio" l'inesistenza di una pianificazione organica dell'ex SDO Comprensorio Casilino, comprendiamo bene che il nostro territorio è, di fatto, una terra di nessuno che imporrebbe la cautela del "non si tocca una paglia". Questo aveva detto l'Assessore Caudo nelle conferenze di urbanistica partecipata ("Ciò che non è pianificato non si può trasformare") e noi concordiamo. Quindi, per concludere, essendo l'area non pianificata il Comune di Roma avrebbe dovuto dare parere negativo al progetto. In mancanza di questo "NO" il Municipio avrebbe dovuto – anche a processo avviato – supplire a questa carenza dando anch'esso un parere negativo. Una posizione essenziale dal punto di vista politico, che sarebbe stata in la linea con l'indirizzo che ha portato alla moratoria urbanistica.

Smarcato questo aspetto "politico" che ci aspettiamo e pretendiamo, ora e subito, passiamo alla parte tecnica dell'affare LIDL evidenziando cosa non va in questa partita

Il Vincolo Ad Duas Lauros

Il PTPR è strumento che non è mai stato adottato. Il PRG del 2008 mappa delle aree e delle esigenze evidenziate nel 2002 ma mai trasmesse in Regione e quindi in quanto tali prive di ogni valore: insomma il PRG nel nostro territorio non pianifica nulla e non definisce nulla. L'unico strumento reale esistente e cogente come strumento di tutela nella "vacatio" è il DM del 21.10.1995 che sancisce l'area come vincolata archeologicamente e paesaggisticamente. Questo impone autorizzazioni che non ci sono. Già questo, per noi, dovrebbe imporre il blocco del progetto

La trasformazione

Stando a quanto ne sappiamo la trasformazione dell'area da Artigianale a Commerciale (e residenziale) avviene nelle more del Piano Casa che, però, impone che tutte le attività conformi alla destinazione d'uso da trasformare (artigianali) esercitate nell'area fossero cessate nel Settembre 2010. L'ultima attività, l'officina del fabbro che esercitava in loco, ha chiuso nel 2014. Ne consegue che il permesso di trasformazione ci sembra assai poco giustificabile.

L'impatto viario

Per le strutture di vendita di media grandezza (1.000 / 2.500 mq) è necessaria la valutazione dell'impatto sulla viabilità ordinaria (capire insomma se Via Acqua Bullicante sostiene il carico di nuova viabilità generata dall'apertura della struttura). Ci sembra che tale valutazione (rilasciato dal Dipartimento VIII e VII) non ci sia. E la scusa che la struttura di vendita cuba 995mq complessiva non sta in piedi, prima di tutto perché appare evidente la "forzatura" al ribasso, dall'altro perché nel progetto è presente un locale deposito di oltre 140mq che – per rispetto almeno il buon senso – non è giustificabile se non in quanto funzionale alla vendita stessa. Insomma già i 5mq in meno evidenziano una furbata. L'aver scisso la vendita dal deposito ne sottolinea al cubo la portata maliziosa di quanto progettato.

Il taglio degli alberi

In base alla legge legge 157 del 1992 il taglio degli arbusti andava fatto nel rispetto delle nidifcazioni e quindi programmato nel periodo autunnale. Farlo adesso ha sicuramente comportato un danno ambientale non stimabile ma sicuramente non piccolo. Si è detto che gli alberi verranno ripiantati. Va bene. Ma la maturazione di alcune specie di pregio (quercie, pruni, nespoli) presenti nell'area impone decenni. Nel frattempo cosa facciamo? Respiriamo le polveri sperando nel verde futuro?

Queste ed altre saranno le cose che diremo quando saremo convocati. Perché di cose che non tornano ce ne sono tante e abbiamo bisogno che la politica si faccia finalmente carico di questo territorio trattandolo per quello che è: area di pregio dal punto di vista archeologico e paesaggistico, che necessità di una pianificazione urbanistica partecipata e condivisa con la cittadinanza, che va rispettata così come vanno rispettati gli abitanti che la popolano. Per questo noi chiederemo l'immediato blocco dei lavori. Ci sembra il minimo.

Nuovo supermercato a via acqua bullicante ?

Al Link (105.17 kB)  la nuova nota contro il progetto del supermercato in Via dell'Acqua Bullicante sottoscritta da associazioni e comitati locali.

Commissione Urbanistica

Presidente Antonio Stampete

l'Osservatorio Casilino chiede una Commissione Urbanistica per discutere della pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino.

Considerata la mancanza di un piano urbanistico particolareggiato per l' area, area compresa tra la Via Prenestina a nord e la via Casilina a sud, viale della primavera ad Est e via Acqua Bullicante ad ovest, la cui pianificazione è demandata alla adozione ed approvazione di un Piano Particolareggiato da redigere sulla base delle linee guida del Progetto Direttore SDO del 1995, finalizzato alla riqualificazione ambientale della periferia orientale della città ed alla salvaguardia e valorizzazione dei beni ambientali e culturali presenti nell’area in questione.

 

Considerati i rumors che indicano nei vecchi progetti SDO i nuovi contenitori delle compensazioni.

 

Considerate le opere edificatorie che annualmente nascono senza una visione di insieme nell'area, ultima la realizzazione di un nuovo supermercato LIDL con tanto di taglio di decine di alberi nell'area.

 

Considerata la violazione degli standard ambientali definiti dal D.l. 1444 del 1968, la pessima qualità dell'aria (vedere centralina di largo preneste), l'intensissimo traffico nel quadrante.

 

Considerati i 16500 abitanti per km quadrato di Torpignattara ed i 22500 abitanti per km quadrato di Centocelle.

 

Le chiediamo di calendarizzare una commissione Urbanistica con l'obiettivo di fare chiarezza sul futuro dell'area ed adoperarsi ad una sollecita pianificazione urbanistica partecipata e condivisa dai cittadini.

 

 

COLOMBARIO ROMANO SOFFOCATO DAGLI ABUSI

Siamo stati avvertiti da un cittadino del quartiere di Tor Pignattara che all'interno ad una delle proprietà collegabili all'Ospedale Vannini è presente un Colombario Romano (e molto probabilmente un vero e proprio mausoleo) sconosciuto alle sovrintendenze che sta soffocando sotto una continua azione di costruzione di manufatti quasi sicuramente abusivi.
 
Il reperto – di grandissimo interesse – insiste in un'area che sappiamo essere ricchissima di reperti. Son impresse nella memoria di molti cittadini le immagini della Villa Romana trovata sotto via Capua. La cosa interessante del manufatto che si trova proprio alle spalle di Via Capua, fra Via Labico e Via Arce, e quindi probabilmente fa corpo unico con quanto già ritrovato e ricoperto per terminare i lavori stradali.
 
I cittadini dell'area hanno allertato sia i vigili urbani sia la sovrintendenza capitolina. I primi hanno intimato la conclusione dei lavori in atto che sono stati rimossi (lasciando "vivo" il solo massetto). Mentro l'ultima ha riconosciuto da un lato la situazione di mancato rispetto delle prescritte norma di tutela del bene, dall'altra la completa ignoranza dell'esistenza del bene che va ad innestarsi nell'ormai continua produzione di testimonianza archeologica di questo territorio.
 
L'area, fra l'altro, rientra a pieno titolo nella perimetrazione del PTPR e quindi risulta singolare che sull'area si stiano allegramente costruendo manufatti su manufatti. Dove sono le autorizzazioni prescritte per simili operazioni. Inoltre, come lamentano i cittadini, c'è in atto un'operazione a dir poco "predatoria" degli spazi dell'area che invece di essere tutelati, messi in sicurezza e valorizzati, vengono trattati in modo proprietario. 
Eclatante il caso di Via Arce che da strada privata è stata "declassata" arbitrariamente a strada comunale semplicemente con l'eliminazione della segnaletica e dei dissuasori d'accesso. Come altrettanto eclatante il "ponte" sospeso dove passano cavi di alta tensione costruito nell'arco di un mattino senza alcuna indicazione di sorta (cartello inizio lavori etc.)
 
Ci sono state raccontate molte altre cose e riteniamo sia necessario un urgente incontro presso il Municipio per capire quali progetti sono in atto e censire i manufatti chiaramente abusivi o costruiti in spregio della normativa in essere.
 
Ricordiamo a tutti i cittadini di Tor Pignattara che – nonostante il goffo tentativo di ricorso al TAR del 2006 – è un area archeologica e l'edificazione (anche in proprietà privata) deve seguire precise procedure che qui appaiono ampiamente ignorate.

Ecomuseo

Il Municipio 6 approva l'Ecomuseo e dice no alla cementificazione del comprensorio

Primo, importante traguardo raggiunto dall'Osservatorio Casilino e da tutti coloro che si battono per la valorizzazione delle risorse naturalistiche, antropologiche e storico-archeologiche del nostro territorio. Lunedì 24 Gennaio il Consiglio del Municipio VI ha deliberato con schiacciante maggioranza in favore dell'Istituzione dell'ecomuseo Ad Duas Lauros.

Delibera Approvata   -----   Manifesto Ecomuseo - Lettera VI Municipio alla Pontificia Commissione Archeologica Sacra

Annullamento Variante PPCC

Con la presente nota si chiede da parte del Comune alla Regione Lazio di annullare il VAS e quindi l'intenzione di NON dare seguito al PPCC del 2012.

 

annullamento_PPCC_2015 (38.56 kB)

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Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto