Vergogna !!!

 

Il Comune si appresta ad imporre il Piano Particolareggiato “Comprensoro Casilino” - Vergogna!!!

 

Non c’è altro termine per definire il colpo di mano con cui il Dipartimento Comunale per la Riqualificazione delle Periferie ha convocato per giovedì 24 maggio una conferenza dei servizi per la valutazione “del piano particolareggiato Comprensorio Casilino”. Alla conferenza dei servizi, convocata in assenza di qualsiasi misura atta a garantire  la “Partecipazione dei Cittadini alle scelte di trasformazione urbana”  prevista e dovuta in base alla deliberazione del Consiglio Comunale n.57/2006, si discute di un’ipotesi di piano particolareggiato a dir poco devastante.

In sintesi il piano  prevede la cementificazione massiva dell’area ricompresa tra via Teano, Villa De Sanctis,  via dell’Acqua Bullicante e viale della Primavera.

Praticamente, in base alle stime, all’interno del Comprensorio Casilino verrà insediata una città di circa 3.000 unità abitative e 10.000 abitanti. In cambio, udite udite verrà lasciata a verde l’area più o meno  coincidente con la giù esistente Villa de Sanctis e alcune porzioni ritagliate  tra un palazzo e l’altro più simili a cortili condominiali che a un parco pubblico.

Assistiamo attoniti all’ulteriore dimostrazione dell’assoluta impermeabilità del Comune alle richieste e ai bisogni dei cittadini di questo territorio.

Ancora una volta gli interessi dei comitati di affari hanno la precedenza sul diritto alla salute e sulla qualità della vita.

Ancora una volta la distanza tra la politica e i cittadini si misura in metri cubi di cemento, in aumento di traffico, di smog e nell’ulteriore deterioramento della vivibilità conseguente alla sconsiderata e pianificata scelta di incrementare a dismisura la già insostenibile congestione abitativa.

Così, nonostante i parametri ambientali dimostrino chiaramente che quest’area della città non è in grado di sopportare un grammo di cemento in più, si persevera con un modello di sfruttamento del territorio arcaico, distruttivo e assolutamente miope.

Pessima qualità dell´aria, traffico, densità abitativa più alta d’Europa, assoluta insufficienza di aree verdi fruibili, assenza di luoghi di socializzazione all´aperto e di spazi di aggregazione culturale sono solo alcuni dei fattori che dovrebbero indurre il Comune  a riconfigurare il paesaggio urbano nel segno della qualità della vita e del benessere diffuso.

Sono anni ormai che l’Osservatorio Casilino tenta di interloquire con il Comune per proporre un modello di sviluppo alternativo e sostenibile che valorizzi la naturale vocazione del Comprensorio di area assolutamente pregiata sotto il profilo paesaggistico e archeologico.

L’idea di istituirvi un ecomuseo è tutt’altro che un’utopia di sprovveduti sognatori. E’ invece una proposta innovativa in grado di creare  un polo culturale di interesse nazionale ed internazionale a servizio dei cittadini e del turismo di qualità, in grado di valorizzare un tessuto sociale unico per complessità e varietà di apporti culturali e nel contempo di rivitalizzare un tessuto economico fatto di servizi, piccolo commercio, artigianato   ridotto ormai allo stremo.

Intorno all’idea di  ecomuseo si sta coagulando un consenso sempre più vasto: cittadini associazioni, comitati, parrocchie, scuole.

Il Comune invece  non trova di  meglio che imporre dall’alto  il solito conglomerato informe di case e centri commerciali devastando l’unico polmone verde nell’immensa distesa di cemento incuneata tra Prenestina,  Casilina e Raccordo Anulare.

La scelta, è motivata,  tra l’altro con l’incredibile assunto che venire incontro alle aspettative dei cittadini salvaguardando il verde e rendendolo fruibile sarebbe “economicamente  non sostenibile”  visto il costo stimato in circa 150 milioni di euro.

150 milioni di euro ovvero,  meno di una singola tranche di finanziamento pubblico ai partiti, meno del costo annuale di uno di quegli enti e società inutili a partecipazione pubblica appositamente tenuti in vita  per foraggiare gli amici e gli amici degli amici, infinitamente meno dello sperpero di denaro riconducibile alla metro C universalmente riconosciuta come l’opera pubblica incompiuta più costosa d’Europa.

Forse non tutti sanno che autorevoli studi dimostrano come il Sesto Municipio sia  tra i detentori dell’infelice primato cittadino per numero di ricoveri ospedalieri legati alle  patologie dell’apparato respiratorio. In sostanza qui ci si ammala di più ed è altamente probabile che l’inquinamento atmosferico  sia tra le cause primarie.

Ebbene cari cittadini sappiate  per il Comune di Roma  la salute dei circa 300.000 Residenti  nel 6° e 7° Municipio, direttamente interessati da questo scempio incombente, vale meno di 500 euro a persona.

L’Osservatorio Casilino si riserva ogni legittima forma di civile mobilitazione e di procedere in ogni sede, anche giudiziaria, per ottenere la tutela e il ristoro alla reiterata violazione dei legittimi interessi e diritti dei Cittadini del Municipio Roma 6 .