Ecomuseo

Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale.

Propone il territorio ad attrazione turistica con tutte le ricadute positive occupazionali ed economiche.

L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.Leggi direttamente su Wikipedia oppure scarica un Manifesto (917.32 kB) redatto dall'Osservatorio  

I Quaderni

L' Osservatorio Casilino stà scrivendo i Quaderni dell'Ecomuseo con l'obiettivo di specificare meglio le sue Linee Guida (374.61 kB) caratterizzandole maggiormente sul territorio. Con la collaborazione del WWF il primo quaderno sulla situazione Urbanistica del settore:

 

Ecomuseo Casilino

L’Ecomuseo urbano Casilino Ad duas Lauros ricade nell’area del “Comprensorio Casilino - Ad duas Lauros”, che si estende dal parco di Centocelle, sulla Casilina, fino a Villa Gordiani, sulla Prenestina, includendo le vie di Torpignattara, Acqua Bullicante e Tor de Schiavi e si configura come una delle ultime tracce dell’Agro romano in un contesto urbano denso. In questa realtà urbana, localizzata nel settore orientale di Roma ed all’interno del G.R.A., si trovano varie tipologie di paesaggi:

  • un paesaggio archeologico: che va dal Mausoleo di Sant'Elena alle Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, dalle ville imperiali del Parco Archeologico di Centocelle, a Villa Gordiani, dall'Acquedotto Alessandrino fino alle Termae di Largo Irpinia.
  • il paesaggio della spiritualità: tale patrimonio inestimabile si inserisce infatti nel percorso storico delle vie Francigene del Sud parte del sistema di itinerari di pellegrinaggio tardoantico e medievale che attraversava l'Europa per raggiungere i principali centri di culto del Cristianesimo
  • il paesaggio agricolo della campagna romana con i casali, le torri e ciò che rimane dei campi coltivati, i tracciati agricoli antichi e le tracce delle zone pastorali;
  • il paesaggio naturalistico dato dalla presenza di aree verdi di pregio e di valore storico, come Villa De Sanctis, Villa Gordiani e il Parco di Centocelle.
  • il paesaggio storico-antropologico dato dalla straordinaria complessità della stratificazione culturale, storica e antropoligica del territorio, vera culla della civiltà antica e palcoscenico della storia e cultura contemporanea.

L'Ecomuseo vuole essere un infrastruttura immateriale che mette a sistema tali paesaggi unendoli attraverso percorsi pedonali e ciclabili, riconnettendo realtà anticamente collegate attraverso percorsi di visite guidate al fine di drenare sul territorio parte del flusso turistico della Capitale.


L'Ecomuseo si fonda quindi su una valorizzazione dell'esistente e la sua trasformazione economica attraverso non tanto la costruzione ma la rimessa in funzione
Per avviare tale progetto, da un lato deve essere recuperate le aree verdi e attivati vincoli di protezione adeguata, dall'altro vanno avviati piani di recupero della componente archeologica necessaria come attrazione primaria, del sistema dei casali e la loro trasformazione in strutture ricettive e fattorie didattiche (che attraverso il recupero delle antiche aree agricole può creare un sistema economico biodinamico a km zero), dei tracciati/percorsi agricoli. Il tutto in un sistema virtuoso di valorizzazione dinamica dato da un centro di documentazione che sia la centrale operativa sia della componente turistica, sia di quello scientifico interpretativa.
 
L'Ecomuseo, quindi, se da un lato rappresenta un presidio contro il consumo spregiudicato del suolo, una sorta di memoria dinamiche delle culture, della Storia e delle storie, dall'altro rappresenta un progetto vincente dal punto di vista economico in quanto capace di creare un microeconomia di zona durevole, a basso impatto, capace di farsi da sola volano di sviluppo e freno al degrado.

Social City

di Carlotta Magnanini, L'Espresso
Ritrovare l'appartenenza a una comunità. Grazie a quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi. E a metropoli a dimensione umana. Utopia? No, già realtà.

Quindici minuti. Il più importante movimento di riforma nel campo dell'architettura dell'ultimo ventennio, secondo il New York Times, poggia su uno spicchio di orologio. Quindici minuti è il tempo che ci vuole per recarsi a piedi in ufficio, al supermercato, a scuola se si vive secondo le regole del New Urbanism. La città del futuro? È un quartiere: amministrato dalla vivibilità, l'armonia e la 'walkability' a misura di pedone.

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