Ecomuseo

Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale.

Propone il territorio ad attrazione turistica con tutte le ricadute positive occupazionali ed economiche.

L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.Leggi direttamente su Wikipedia oppure scarica un Manifesto (917.32 kB) redatto dall'Osservatorio  

I Quaderni

L' Osservatorio Casilino stà scrivendo i Quaderni dell'Ecomuseo con l'obiettivo di specificare meglio le sue Linee Guida (374.61 kB) caratterizzandole maggiormente sul territorio. Con la collaborazione del WWF il primo quaderno sulla situazione Urbanistica del settore:

 

Inaugurazione Centro di Documentazione

Brevissimo Resoconto dell'inaugurazione del centro Documentale a Villa de Sanctis del 19 febbraio 2012

Preso atto che il nuovo Centro di Documentazione è un'opera importante nel quadro degli interventi del Parco Villa De Sanctis e del circostante comprensorio archeologico, occorre assicurare a questo intervento una necessaria coerenza con le determinazioni della delibera del consiglio municipale del 24.1.2011 sull'Ecomuseo del Municipio Roma 6.

Villa De Sanctis non è un parco monotematico, l'archeologia certamente predomina ma non è il solo valore espresso dal territorio, e col tempo si può andare ben oltre il servizio, veramente apprezzabile, di una biblioteca pubblica.

Su questo, alla cerimonia di inaugurazione del Centro di Documentazione, sono stati illuminanti gli interventi di Alessandra Broccolini, della Prof.ssa Calcano dell'Univ. Roma 3, delle Prof.sse Gioia e Volpe della Sovrintendenza comunale, che in modo chiaro ed efficace hanno spiegato: - cosa occorre per realizzare un ecomuseo e i vantaggi che apporta al territorio municipale - quali azioni possono essere concretamente attuate a favore della cittadinanza, della cultura e dello sviluppo locale - in esecuzione alla delibera municipale sul Comprensorio Casilino e il suo Ecomuseo, quali servizi si possono offrire alla collettività attraverso un'auspicabile sinergia fra l'Università Roma 3, la Sovrintendenza comunale, Officina Archeologica e l'Associazione Culturale per l'Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros nella sede municipale della Casa della Cultura e sul territorio muncipale.

Da evidenziare che queste attività e servizi non hanno una rilevanza soltanto soltanto locale ma anche internazionale perchè il territorio è parte della Via Francigena, l'itinerario culturale del Consiglio d'Europa. Questo impone l'osservanza di specifici standard tecnici e linee guida, cioè di requisiti che l'Ecomuseo del Municipio Roma 6 deve soddisfare per poter accedere ai grandi circuiti internazionali del turismo culturale e del pellegrinaggio religioso.

Social City

di Carlotta Magnanini, L'Espresso
Ritrovare l'appartenenza a una comunità. Grazie a quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi. E a metropoli a dimensione umana. Utopia? No, già realtà.

Quindici minuti. Il più importante movimento di riforma nel campo dell'architettura dell'ultimo ventennio, secondo il New York Times, poggia su uno spicchio di orologio. Quindici minuti è il tempo che ci vuole per recarsi a piedi in ufficio, al supermercato, a scuola se si vive secondo le regole del New Urbanism. La città del futuro? È un quartiere: amministrato dalla vivibilità, l'armonia e la 'walkability' a misura di pedone.

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