Ecomuseo

Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale.

Propone il territorio ad attrazione turistica con tutte le ricadute positive occupazionali ed economiche.

L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.Leggi direttamente su Wikipedia oppure scarica un Manifesto (917.32 kB) redatto dall'Osservatorio  

I Quaderni

L' Osservatorio Casilino stà scrivendo i Quaderni dell'Ecomuseo con l'obiettivo di specificare meglio le sue Linee Guida (374.61 kB) caratterizzandole maggiormente sul territorio. Con la collaborazione del WWF il primo quaderno sulla situazione Urbanistica del settore:

 

Ecomuseo dei cittadini

Comprensorio Casilino, l'Ecomuseo dei cittadini nel VI Municipio

Sulla portata epocale della delibera 24.1.2011 del Consiglio Municipale Roma 6 nel territorio del quadrante sud-est di Roma, occorre dare un'adeguata informazione perchè questa non è cronaca spicciola di politica locale, ma una svolta su due aspetti cruciali per il futuro di tutti noi: Comprensorio Casilino ed Ecomuseo. Per comprendere cosa è in gioco, perfino per le generazioni future, si deve ricorrere a citazioni sulla realtà italiana e di Roma: "Il paesaggio è uno dei pilastri della storia e dell'identità del nostro Paese ... concorre a costituirne l'immagine e l'anima per gli italiani e per chi non lo è. Continua però implacabile, anzi cresce ogni giorno, l'ondata di cemento che sta seppellendo il paesaggio italiano ... Per dar forma al mondo di domani è necessario ripensare le nostre molteplici radici" incalza Salvatore Settis, luminare della storia dell'arte. E' un ammonimento a rammentare cosa c'è nell'intimo di chiunque, italiano o straniero, ami l'Italia e Roma: valori alti, cultura internazionale, radici comuni ai popoli d'Europa. Questo retaggio non è “acqua passata”, può ancora regalarci un futuro fatto di prestigio e ammirazione, ma anche di tradizioni locali, memorie degli anziani, saperi rari, usi di genti arrivate qui da ogni parte d'Italia e del pianeta.

Tutto l'opposto di un presente che appare una crosta incancrenita di degrado, inurbamento selvaggio, affarismo e malgoverno urbanistico, deturpando il contesto urbano e demo-antropologico di Roma e dei suoi Quartieri cosiddetti "periferici". Di questa crosta deturpante, aborrita dal Settis, fa parte senz'altro il Promemoria 14.10.2009 della Giunta Comunale, un Piano Particolareggiato che triplica l'indice di edificabilità, un'ondata di cemento, consumo distruttivo di paesaggio nell'ultima enclave di Agro Romano, sfregio all'antica area archeologica Ad Duas Lauros sulla Via Francigena del Sud, già accerchiata dall'inurbamento massivo. Una spinta alla densità abitativa, già abnorme, di 15.000 Ab/Km2 che minaccia qualità di vita e salute dei residenti. E infine spreco dissennato di capitali che andrebbero investiti in turismo religioso e culturale, in servizi alla cittadinanza per lo sviluppo economico e l'occupazione locale.

COMPRENSORIO CASILINO – AD DUAS LAUROS - L'opposizione al promemoria della Giunta Alemanno delle associazioni e comitati cittadini dell'Osservatorio Casilino è stata formalizzata con una diffida già a gennaio 2010 e solo due mesi dopo il Presidente Palmieri ha scritto al Sindaco Alemanno per stabilire un tavolo di confronto sugli assetti urbanistici e per il ripristino della tutela ambientale.

Dopo questi passi ufficiali, i cittadini maturano la convinzione che occorre un salto di qualità: trasformare la protesta "contro", in proposta "per" il Comprensorio; battere i palazzinari con un progetto del territorio; restituire ai cittadini il loro diritto di partecipare alle decisioni sul territorio in cui vivono. Strumento di questo è l'ECOMUSEO, modello innovativo di ente territoriale già attivo in decine di città e località italiane.

Nell'estate 2010, su incarico dell'Osservatorio Casilino il progetto di ecomuseo è elaborato da un gruppo di antropologi, archeologi, storici, architetti e giuristi, e viene poi proposto al Presidente Palmieri. Il 24 gennaio scorso, il Consiglio del Municipio Roma 6 "Fa proprio il progetto di Ecomuseo … guidato dal principio dell'impatto "zero" a livello urbanistico, ambientale e sociale" come volutoDA cittadini, PER i cittadini .

COS'E' E A COSA SERVE L'ECOMUSEO – L'Ecomuseo, come quelli di Torino, Milano, o del Litorale Laziale, funziona con centri di interpretazione e documentazione, sedi di studio e coordinamento delle proposte di scuole, associazioni e circoli culturali, parrocchie, singoli cittadini, che vogliano attivare servizi collettivi, attività culturali, didattiche o anche ludiche. Qui la fantasia non trova limiti: visite guidata di scolaresche, esperienze musicali, mostre permanenti, spettacoli, botanica e giardinaggio, cine forum, seminari … Le difficoltà non mancheranno, ma il principio è posto, non si torna più indietro e a Villa De Sanctis già si potrebbero attuare iniziative interessanti per cittadini, visitatori italiani e stranieri.

ESEMPI PRATICI - SERVIZI GIA' ATTIVI DELL'ECOMUSEO C'è già un avvio di servizio dell'Ecomuseo che coniuga cultura e impegno sociale. E' opera di esperti lavoratori informatici in cassa integrazione (ex Eutelia – ex Olivetti) che curano il sito Internet -web server della Parrocchia SS. Marcellino e Pietro Ad duas lauros dove è disponibile online una raccolta di studi, pubblicazioni e bibliografia sui beni culturali del VI° Municipio e sul complesso archeo-museale Mausoleo S. Elena – Catacombe, con tecnologie dipreservazione digitale che assicurano nel tempo l'integrità e la fruizione dei preziosi dati. La comunità parrocchiale ha posto questa raccolta a disposizione dell'Ecomuseo che così ha già il suo primo centro di documentazione, il sito web www.duaslauros.it

Social City

di Carlotta Magnanini, L'Espresso
Ritrovare l'appartenenza a una comunità. Grazie a quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi. E a metropoli a dimensione umana. Utopia? No, già realtà.

Quindici minuti. Il più importante movimento di riforma nel campo dell'architettura dell'ultimo ventennio, secondo il New York Times, poggia su uno spicchio di orologio. Quindici minuti è il tempo che ci vuole per recarsi a piedi in ufficio, al supermercato, a scuola se si vive secondo le regole del New Urbanism. La città del futuro? È un quartiere: amministrato dalla vivibilità, l'armonia e la 'walkability' a misura di pedone.

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