Ecomuseo

Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale.

Propone il territorio ad attrazione turistica con tutte le ricadute positive occupazionali ed economiche.

L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.Leggi direttamente su Wikipedia oppure scarica un Manifesto (917.32 kB) redatto dall'Osservatorio  

I Quaderni

L' Osservatorio Casilino stà scrivendo i Quaderni dell'Ecomuseo con l'obiettivo di specificare meglio le sue Linee Guida (374.61 kB) caratterizzandole maggiormente sul territorio. Con la collaborazione del WWF il primo quaderno sulla situazione Urbanistica del settore:

 

l'Ecomuseo gli Ass. LLPP ed Ambiente

Oggi 9 ottobre 2013 l'OsservatorioCasilino ha avuto l'opportunità di illustrare il progetto di Ecomuseo "Ad Duas Lauros" all'Assessorato Lavori Pubblici e all'Assessorato Ambiente (Paolo Masini, Estella Marino), le nostre richieste in sintesi:

  • Pianificazione urbanistica del settore secondo le linee guide dell’Ecomuseo
  • Farsi tramite verso i referenti Regionali per spingere per l’approvazione del PTPR
  • Aprire il Varco dalla Marranella verso VIlla De Sanctis
  • Sostegno alla costruzione condivisa dell'ecomuseo con l'indizione di bandi che prevedano finanziamenti ad associazioni al fine di dar vita a percorsi di partecipazione dei cittadini
  • Avviamento concreto del progetto attraverso il seguente percorso:
    • acquisizione delle aree verdi del Comprensorio Casilino come da mappa allegata alle linee guida.
    • riconessione formale del Comprensorio con il Parco Archeologico di Centocelle al fine di ricreare la porzione di agro romano antico denominata “Ad duas Lauros”
    • avvio di un censimento dei casali e delle fattorie agricole tutt’ora sussistenti nell’area che saranno i centri polifunzionali da recuperare e riconnettere
    • avvio di una nuova stagione di scavi archeologici al fine di mappare le evidenze archeologiche di interesse locale e nazionale che sono attualmente occultate o nascoste
  • Completamento di opere e interventi non ancora attuati, ma già programmati e finanziati (Giubileo 2000 - Roma Capitale) nel ParcoVilla De Sanctis 

Social City

di Carlotta Magnanini, L'Espresso
Ritrovare l'appartenenza a una comunità. Grazie a quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi. E a metropoli a dimensione umana. Utopia? No, già realtà.

Quindici minuti. Il più importante movimento di riforma nel campo dell'architettura dell'ultimo ventennio, secondo il New York Times, poggia su uno spicchio di orologio. Quindici minuti è il tempo che ci vuole per recarsi a piedi in ufficio, al supermercato, a scuola se si vive secondo le regole del New Urbanism. La città del futuro? È un quartiere: amministrato dalla vivibilità, l'armonia e la 'walkability' a misura di pedone.

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