Incontro con Longobardi

di Claudio Gnessi - Comitato Torpignattara

Ieri (21 maggio 2012 - ndr -)abbiamo avuto il primo incontro con Alessandro Longobardi che rappresenta la proprietà dello stabile ex Cinema Impero.

Premesso che lui ha tenuto a precisare che la proprietà dello stabile è di una società, noi continueremo a definirlo "proprietario"... un po' per comodità, un po' per senso di realtà.

L'incontro è stato tutt'altro che ozioso. Prima di tutto due cose importanti venute fuori dalla discussione:

  • non esiste alcun piano di "conversione" del cinema in centro commerciale, supermercato, discoteca o altro
  • la struttura attualmente è una scatola vuota, nel senso che al suo interno esiste solo lo scheletro strutturale

La prima notizia ci consente di "respirare" e di poter guardare avanti con una certa serenità in vista di ri-progettazioni future. In questo senso lo stesso Longobardi si è espresso chiaramente: essendo un imprenditore dell'intrattenimento/cultura e spettacolo vorrebbe avviare - qualora ce ne fossero le condizioni - progetti di respiro culturali, ad alto valore aggiunto e non speculazioni di bassa lega. Certo sono le sue parole, e quindi vanno sempre vagliate dalla prova del fuoco degli atti concreti, ma il fatto che abbia deciso di incontrarci e di dircelo in faccia ci lascia qualche cosa in più di una semplice speranza!

LO STATO DELL'ARTE Allo stato attuale, quindi, l'Ex Cinema Impero è una scatola vuota. Una realtà, quindi, aperta a tutte le opzioni ma, allo stesso tempo, di difficile gestione in quanto comporta costi elevati per l'avvio di qualsiasi opera di ri-progettazione. Il costo stimato da Longobardi oscilla fra i 5 e gli 9 milioni di euro. Ogni possibile "impresa" sulla struttura deve fare i conto con queste cifre. Cifre "mostruose" per noi singoli cittadini, ma sicuramente non insormontabili qualora la triade amministrazione/proprietà/società civile s'impegna in modo unitario.

Dal punto di vista "legale" Logobardi ci ha detto che in base al nuovo piano regolatore non ci sono problemi legati alla destinazione d'uso: può farci ciò ce vuole. Questo sono le sue parole che ci hanno lasciati interdetti in quanto noi avevamo altre informazioni. Preghiamo quindi tutte le persone degl gruppo, nei limiti delle loro conoscenze e competenze, ad avviare possibili contatti per verificare la cosa. Infine esiste uno "stato dell'arte psicologico" che è dato dalle sfortunate vicende imprenditoriali di Longobardi sul nostro territorio. Si parte dall'occupazione del 2000 proprio al cinema impero che - al di là delle intenzioni sicuramente buone dell'atto - ha di fatto privato il quartiere di un cinema multisala che allora era in progettazione con enormi perdite economiche da parte dell'imprenditore Longobardi. Caso che si è ripetuto ultimamente sulla prenestina allorché il vecchio teatro-cinema Preneste era in corso di trasformarsi in un centro polifunzionale con teatro, scuola di canto e teatro ed altro. Altra occupazione, altro fallimento del progetto, altre perdite economiche. Al di là delle sfumature di verità che ognuno di noi conosce e/o ha sentito raccontare obiettivamente una situazione del genere porterebbe chiunque ad essere quantomento scettico sulla possibilità di investire serenamente sul territorio.

Noi manteniamo sempre un sacro scetticismo sulle cose che ci vengono promesse/raccontate da terze parti (è un semplice senso di realtà che ci ha consentito di non prendere troppe bastonate!) ma possiamo sicuamente dire una cosa ed è quella detta anche a Longobardi: la nostra mobilitazione è prima di tutto un "presidio" fisico di persone contro utilizzi impropri della struttura.Dove improprio è qualsiasi progetto/atto/intrapresa che chiaramente lede due principi cardine:

  • qualsiasi progetto dovrà essere qualcosa di utile al quartiere e non piegato a interesse di parte (speculativi o politici essi siano)
  • qualsiasi progetto dovrà connotarsi come servizio o polo di servizi di chiara connotazione culturale e di intrattenimento

Questa nostra posizione è stata molto apprezzata tanto che lo stesso Longobardi ha chiaramento affermato che da questo punto di vista noi tutti (tutti quelli che si sono mobilitati nessuno escluso) siamo di fatti partner di qualsiasi attività di riprogettazione della struttura.

LE EVOLUZIONI FUTURE: PROGETTI, IDEE, SOGNI Parliamoci chiaramente. Noi tutti, nel quartiere, vorremmo prima di tutti avere un cinema. E su questo non ci piove. E questo è quello che abbiamo rappresentato: il quartiere vuole un polo culturale che abbia il suo baricentro in un cinema. Longobardi su questo punto ha opposto delle resistenze. Dal suo punto d vista (ed esperienza) il cinema ormai è un impresa fallimentare: imbarcarsi in un'attività del genere è economicante improduttivo. La sua idea, invece, è quella di creare sul territorio del VI Municipio una rete di produzione culturale (teatro, canto, musica, corsi, esperienze) uniti a servizi di alto livello (che vanno dalla ristorazione alla lettura, dall'ascolto della musica al relax). Un rete che vede l'Ex Cinema Impero come un grande centro polifunzionale che offra servizi di alto valore che possano attrarre persone da tutta Roma e creino sinergia con altre esperienze simili presenti sul territorio del VI Municipio.Un gran bel progetto che noi abbiamo chiesto di integrare - per quanto concerne l'Ex Cinema Impero - con due servizi di "prossimità" meno "sofisticati" ma sicuramente più immediatamente utili al territorio del nostro quartiere:

  • il cinema (appunto) magari con una selezione per fasce orarie, per lingua, per "qualità";
  • uno spazio polifunzionale dove poter realizzare una biblio-ludoteca oppure un area di didattica/gioco.

La seconda ipotesi - ovviamente - rientra in un gioco di "compensazioni" che porterebbero l'istituzione ad agevolare economicamente la proprietà a fronte di un servizio pubblico.

La prima ipotesi, invece, sarebbe interamente privata (come il cinema aquila per intenderci) ma sarebbe un servizio di prossimità importante, magari con sistemi di agevolazione per festival, rassegne o altro. L'unica cosa che sicuramente ci ha visto immediatamente sulla stessa linea è stata una libreria. Longobardi ha chiaramente detto che qualsiasi progetto verrà fatto, questo progetto avrà due cose certe:

  • un luogo per la ristorazione
  • una libreria (magari apertamente orientata alle nuove forme di fruizione del libro)

E ADESSO?... E adesso cosa si fa? Alla fine dell'incontro ci siamo lasciati con un duplice impegno da parte nostra: inizieremo un processo di progettazione del Cinema dal punto di vista del quartiere; porteremo avanti la raccolta firme come mezzo di sensibilizzazione della popolazione del quartiere al fine di costruire un fronte sempre più compatto di presidio e ideazione; All'impegno da parte nostra, però, abbiamo chiesto che corrisponda un percorso da parte della proprietà e delle istituzioni volto alla soluzione del problema. Una richiesta che è stata accolta (dopo numerose insistenze) e che noi puntiamo a trasformare in una precisa roadmap di sviluppo del progetto (con tanto di step di avanzamento). Questo è stato quanto abbiamo detto e fatto ieri. La proprietà in fin de conti non ci è sembrata ostile e anzi ci ha riconosciuto come veri e propri partner di qualsiasi progetto che riguardi l'ex cinema. Era quello che volevamo sentir dire: siamo partner. E per noi questo non solo una parola lanciata in una conversazione. È stata la conferma che il lavoro fatto ha reso evidente alla proprietà che noi esistiamo e che bisogna tenerci in considerazione: è meglio interloquire con 4.000 persone, piuttosto che averle contro... è semplice logica. E alle parole faremo seguire i fatti perché noi non saremo "partner di facciata" o "sodali taciturni"... No.

Noi saremo parte in casusa del progetto e già ieri si è dimostrato. Quindi, direi, che abbiamo portato a casa il primo risultato: i cittadini avranno dei rappresentanti che porteranno richieste, dubbi, SI e NO a qualsiasi tavolo si aprirà sul destino della struttura. Intanto prepariamoci. Avvieremo dei tavoli di progettazione alla Casa della Cultura. Prepareremo la nostra proposta, ovvero cosa DOVRÀ NECESSARIAMENTE ESSERCI dentro la struttura del Cinema Impero. Quella sarà la nostra piattaforma di dialogo, noi parlaremo da quella posizione scritta nero su bianco, votata da tutti noi.

ADESSO SI FA SUL SERIO...